I fondi strutturali: cosa sono
"Disposizioni generali sui Fondi strutturali 2007-2013"
I fondi strutturali sono uno degli strumenti finanziari con cui l'Unione europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le sue regioni.
Esistono divari socio-economici rilevanti tra le
regioni dell'Unione. Ad esempio, il prodotto interno lordo (PIL) pro
capite del Lussemburgo è ad esempio due volte più elevato di quello
della Grecia mentre Amburgo, la regione più ricca d'Europa, ha un
reddito pro capite quattro volte superiore a quello dell'Alentejo. Tali
divari tra le regioni possono pregiudicare la coesione dell'Unione.
La coesione economica e sociale è da molti anni uno degli obiettivi
prioritari dell'Unione europea. Promuovere la coesione l'Unione
favorisce infatti lo sviluppo armonioso, equilibrato e duraturo delle
attività economiche, crea occupazione, contribuisce alla tutela
dell'ambiente ed all'eliminazione delle ineguaglianze tra uomini e
donne.
Per portare a termine l'impegno di coesione economica e sociale la
Commissione ha creato strumenti finanziari; Fondi strutturali e Fondo di
coesione. Questi fondi sono destinati a cofinanziare negli Stati membri
interventi regionalizzati o orizzontali
Man mano che si procedeva nella costruzione
europea sono stati creati quattro Fondi strutturali:
il
Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR),
che contribuisce essenzialmente ad aiutare le regioni in ritardo sul
processo di sviluppo, in fase di riconversione economica o con
difficoltà strutturali;
il
Fondo Sociale Europeo (FSE),
che interviene principalmente nell'ambito della strategia europea per
l'occupazione;
il Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e
Garanzia ( FEAOG ),
sezione "orientamento", che contribuisce allo sviluppo e all'adeguamento
strutturale delle zone rurali in ritardo sul processo di sviluppo
tramite il miglioramento dell'efficienza delle strutture di produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e silvicoli;
lo Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca ( SFOP
), dal 2007 FEP (Nuovo Fondo europeo per la pesca)
sostiene i mutamenti strutturali del settore della pesca.
Nel luglio 2004, la Commissione ha presentato un pacchetto di cinque
proposte di regolamento sulla riforma della politica regionale, che
entra in vigore il 1°gennaio 2007.
La riforma si basa sul regolamento recante disposizioni generali sul
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo
(FSE) e sul Fondo di coesione , integrato da altri regolamenti specifici
sul FESR, l'FSE, il Fondo di coesione e il nuovo gruppo europeo di
cooperazione transfrontaliera .
La Commissione propone che gli interventi si concentrino su un numero
limitato di priorità comunitarie, in linea con le agende di Lisbona
(crescita, competitività e occupazione) e di Göteborg (ambiente). Su
tale base si è elaborato un elenco limitato di temi chiave per i
programmi operativi: innovazione, economia basata sulla conoscenza,
ambiente, prevenzione dei rischi, accessibilità e servizi di interesse
economico generale. I principi di attuazione restano immutati:
programmazione, partenariato, cofinanziamento e valutazione.
L'obiettivo è rafforzare la coesione economica e sociale, al fine di
promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della
Comunità. L'intervento comunitario mira a rispondere alle sfide connesse
alle disparità economiche, sociali e territoriali, all'accelerazione
delle ristrutturazioni economiche e all'invecchiamento della
popolazione.
La novità più saliente riguarda gli obiettivi. Gli attuali obiettivi 1,
2 e 3 vengono sostituiti da tre nuovi obiettivi: "Convergenza",
"Competitività regionale e occupazione" e "Cooperazione territoriale".
TRE NUOVI OBIETTIVI
Un importo globale di 336,1 miliardi di euro è destinato a finanziare gli interventi nell'ambito di questi tre nuovi obiettivi:
-
Convergenza
Questo obiettivo, che si avvicina all'attuale
obiettivo 1, è volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e
delle regioni in ritardo di sviluppo, migliorando le condizioni di
crescita e di occupazione. Esso riguarda gli Stati membri e le regioni
in ritardo di sviluppo. I settori d'intervento sono i seguenti: qualità
degli investimenti in capitale fisico e umano, sviluppo dell'innovazione
e della società basata sulla conoscenza, adattabilità ai cambiamenti
economici e sociali, tutela dell'ambiente nonché efficienza
amministrativa. Si prevede che esso sia finanziato dal FESR, dal FSE e
dal Fondo di coesione.
Le risorse globali destinate a questo obiettivo ammontano a 264 miliardi
di euro, corrispondenti cioè in totale al 78,5% degli stanziamenti.
Sono ammissibili:
ai fondi strutturali (FESR e FSE):
- le regioni (attuali zone NUTS II ()), il cui PIL pro capite è
inferiore al 75% della media comunitaria. Il 67,3% dell'importo globale
degli stanziamenti destinati a questo obiettivo riguarda tali regioni;
- le regioni, il cui PIL pro capite supera il 75% ("effetto statistico"
a seguito dell'allargamento), sono ammesse al beneficio di un aiuto
transitorio, specifico e decrescente. A queste regioni è assegnato
l'8,4% dell'importo globale;
al Fondo di coesione: gli Stati membri, il cui reddito nazionale lordo (RNL)
pro capite è inferiore al 90% della media comunitaria e che attuano
programmi di convergenza economica. Essi possono beneficiare del 23,9%
delle risorse destinate a questo obiettivo. Il Fondo intende contribuire
allo sviluppo sostenibile e al rafforzamento delle capacità
istituzionali e dell'efficienza della pubblica amministrazione;
ad un aiuto specifico del FESR : le regioni ultraperiferiche, ammesse a
beneficiare dello 0,42% degli stanziamenti. Lo scopo è facilitare la
loro integrazione nel mercato interno e compensare le difficoltà
specifiche di sviluppo che le caratterizzano (compensazione dei costi
supplementari derivanti dall'ultraperifericità).
Il contributo massimo degli stanziamenti a livello dell'asse
prioritario è il seguente:75% della spesa pubblica cofinanziata dal
FESR o dal FSE. Il massimale può raggiungere l'80% se le regioni
ammissibili sono localizzate in uno Stato membro che beneficia del Fondo
di coesione. Esso può addirittura raggiungere l'85% nel caso delle
regioni ultraperiferiche;
85% della spesa pubblica cofinanziata dal Fondo di coesione;
50% della spesa pubblica cofinanziata in regioni ultraperiferiche
(compensazione dei costi supplementari tramite nuova assegnazione
supplementare del FESR).
-
Competitività regionale e occupazione
Questo obiettivo punta, al di fuori delle regioni
in ritardo di sviluppo, a rafforzare la competitività, l'occupazione e
le attrattive delle regioni. Esso consentirà di anticipare i cambiamenti
socioeconomici, promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità, la tutela
dell'ambiente, l'accessibilità, l'adattabilità dei lavoratori e lo
sviluppo di mercati di lavoro che favoriscano l'inserimento. Si prevede
che esso sia finanziato dal FESR e dal FSE.
Le regioni ammissibili sono le seguenti:
le regioni attualmente ammissibili all'obiettivo 1 per il periodo di
programmazione 2000-2006, che non soddisfano più i criteri di
ammissibilità regionale dell'obiettivo "Convergenza" e beneficiano
pertanto di un finanziamento transitorio. Spetta alla Commissione
selezionare ed adottare l'elenco delle regioni ammissibili, valido dal
2007 al 2013;
tutte le altre regioni della Comunità non ammissibili all'obiettivo
"Convergenza".
Per quanto riguarda i programmi finanziati dal FSE, la Commissione
propone quattro priorità, in linea con gli orientamenti formulati
nell'ambito della strategia europea per l'occupazione (SEO): accrescere
l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese, potenziare l'accesso
all'occupazione, rafforzare l'inserimento sociale e avviare riforme nel
settore dell'occupazione e dell'inserimento.
Le risorse destinate a questo obiettivo si elevano a 57,9 miliardi di
euro, corrispondenti cioè a 17,2% dell'importo globale, equamente
ripartite tra il FESR e il FSE. Di questo importo, il 16,7% è destinato
ad un sostegno transitorio decrescente.
Nell'ambito di questo obiettivo, gli interventi possono beneficiare di
un finanziamento che va fino al 50% della spesa pubblica. Il massimale
si eleva all'85% per le regioni ultraperiferiche.
-
Cooperazione territoriale europea
Questo nuovo obiettivo è inteso a rafforzare la
cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale,
basandosi sull'attuale iniziativa INTERREG . Si prevede che l'azione sia
finanziata dal FESR. L'obiettivo consiste nel promuovere la ricerca di
soluzioni congiunte a problemi comuni tra le autorità confinanti, come
lo sviluppo urbano, rurale e costiero e la creazione di relazioni
economiche e reti di PMI. La cooperazione è orientata sulla ricerca, lo
sviluppo, la società dell'informazione, l'ambiente, la prevenzione dei
rischi e la gestione integrata delle acque.
Sono ammissibili le regioni di livello NUTS III, situate lungo le
frontiere terrestri interne e talune frontiere esterne, nonché alcune
frontiere marittime adiacenti, separate da un massimo di 150 chilometri.
La Commissione intende adottare un elenco delle regioni ammissibili.
La totalità del territorio della Comunità è ammissibile per quanto
riguarda il sostegno alle reti per la cooperazione interregionale e lo
scambio di esperienze.
Il massimale di cofinanziamento raggiunge il 75% della spesa pubblica.
DISPOSIZIONI PROPRIE AI TRE
OBIETTIVI
Gli stanziamenti assegnati nell'ambito di ciascun
obiettivo non sono trasferibili tra loro. Lo 0,3% del finanziamento
globale è destinato all'assistenza tecnica. 3% degli stanziamenti
nell'ambito degli obiettivi "Convergenza" e "Competitività regionale e
occupazione", è accantonato in una "riserva" destinata a premiare la
qualità e l'efficacia. Gli stanziamenti annuali non possono in alcun
caso superare il 4% del PIL dello Stato membro interessato. Si è
prevista inoltre una nuova "riserva nazionale destinata a far fronte
rapidamente alle crisi impreviste, settoriali o locali", risultanti
dalla ristrutturazione socioeconomica o dagli effetti di accordi
commerciali. La riserva viene istituita dagli Stati membri per l'1%
sulla dotazione "Convergenza" e per il 3% sulla dotazione
"Competitività".
Approccio strategico
La Commissione propone l'adozione da parte del Consiglio, previo parere
del Parlamento e in anticipo rispetto all'inizio del nuovo periodo di
programmazione, di un documento strategico globale per la politica
regionale. Questi "orientamenti strategici della Comunità per la
coesione" sono volti a trasporre le priorità della Comunità, tenendo
conto degli Indirizzi di massima per le politiche economiche (GOPE) e
della Strategia europea per l'occupazione . In particolare, tali
orientamenti strategici identificano le priorità comunitarie che vanno
sostenute nell'ambito della politica di coesione e sono volti a
potenziare le sinergie con la strategia di Lisbona riveduta, per la
crescita e l'occupazione e contribuire alla realizzazione di
quest'ultima. Sulla base degli orientamenti strategici, ogni Stato
membro deve preparare un documento di riferimento strategico nazionale
sulla propria strategia di sviluppo.
Il "documento-quadro di riferimento strategico
nazionale" presenta le priorità dello Stato membro in materia di
politica di coesione per il periodo successivo al 2006. Esso costituisce
il contesto per la programmazione degli stanziamenti. Il documento
intende sostituire gli attuali quadri comunitari di sostegno (CCA) e i
documenti unici di programmazione (DOCUP) nonché il complemento di
programmazione. Esso intende definire chiaramente la strategia dello
Stato interessato, anche a livello operativo. Tale documento-quadro deve
essere trasmesso alla Commissione per adozione. Questa strategia
nazionale è esaminata sulla base di una relazione di attività che lo
Stato membro dovrà presentare ogni anno entro il 1° ottobre. Gli
orientamenti della strategia europea a favore dell'occupazione sono
inoltre valutati annualmente a livello nazionale. Per la prima volta nel
2009, e all'inizio di ogni anno, la Commissione stessa adotta una
relazione annuale sui progressi compiuti nella realizzazione delle
priorità strategiche dell'Unione. La relazione viene trasmessa al
Consiglio che adotta le proprie conclusioni in materia. La Commissione
garantisce che venga dato un seguito a tali conclusioni.
Programmi operativi
Le attività dei Fondi sono svolte sotto forma di programmi operativi che
coprono un periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre
2013. I programmi includono valutazioni, piani di finanziamento,
disposizioni di attuazione e l'identificazione degli assi prioritari. Un
programma operativo può riguardare solo un unico obiettivo. Essi
beneficiano del finanziamento di un solo Fondo, eccetto in materia di
trasporto e ambiente (coordinamento FESR / Fondo di coesione).
La programmazione è stata semplificata come segue:
a livello politico, ogni Stato membro prepara un documento basato sugli
orientamenti strategici della Comunità approvati dal Consiglio,
negoziato con la Commissione, che costituisce il contesto per la
preparazione dei programmi;
a livello operativo, la Commissione adotta programmi sulla base del
documento-quadro di riferimento nazionale. Tali programmi contengono
esclusivamente le operazioni principali; il "complemento di
programmazione" e la gestione sulla base di misure vengono soppressi.
Sia il FESR che il FSE possono finanziare, in misura complementare e
entro un limite del 5 % di ciascuna priorità di un programma operativo,
misure che rientrano nel campo di intervento dell'altro Fondo, a
condizione che tali misure siano necessarie al corretto svolgimento
dell'operazione e ad essa direttamente legate. I programmi devono essere
elaborati in stretta concertazione con i partner economici, sociali e
regionali. La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo
europeo di investimento possono anch'essi partecipare alla preparazione
di documenti-quadro di riferimento nazionale, dei programmi operativi,
dei grandi progetti e dei partenariati tra settore pubblico e privato.
Su iniziativa della Commissione, i Fondi possono anche finanziare gli
interventi di preparazione, sorveglianza, sostegno amministrativo e
tecnico, valutazione, audit e controllo, necessari all'attuazione del
presente regolamento entro il limite di 0,3% della loro dotazione
annuale rispettiva. Quando invece l'iniziativa è presa dagli Stati
membri, i massimali si elevano al 4% dell'importo assegnato ad un
programma per gli obiettivi "Convergenza" e "Competitività regionale e
occupazione" e al 6% per l'obiettivo "Cooperazione territoriale
europea".
Principi d'intervento
Nell'ambito dei tre obiettivi, i principi d'intervento sono la
complementarità, la coerenza, la conformità, la programmazione
pluriennale, l'intervento sussidiario e proporzionale, la gestione
condivisa, l'addizionalità, la parità tra uomini e donne e, da ultimo,
il partenariato con le autorità pubbliche competenti, i partner
economici e sociali e qualsiasi altro organismo rappresentativo.
Gestione finanziaria
Per la gestione finanziaria, gli impegni sono effettuati per quote
annuali e Fondi per il periodo 2007- 2013. Essi sono espressi e versati
in euro. La gestione è stata semplificata poiché i pagamenti saranno
effettuati ormai a livello delle priorità e non più a livello delle
misure. La partecipazione comunitaria viene calcolata solo sulla base
della spesa pubblica. I pagamenti si presentano in forma di:
prefinanziamento. Il prefinanziamento unico costituisce il 7% della
partecipazione dei Fondi strutturali e il 10,5% della partecipazione dei
Fondi di coesione. Ove non vengano presentate domande di pagamento,
entro un termine di 24 mesi, a titolo di questo programma operativo, la
Commissione provvede al suo rimborso;
pagamenti intermedi. Ai fini del versamento, occorre rispettare talune
condizioni e cioè presentare la domanda, attenersi all'importo,
trasmettere le relazioni. Si consiglia di trasmettere le domande in
maniera raggruppata tre volte l'anno. La Commissione procede al
pagamento entro un termine di due mesi dalla registrazione della
domanda;
pagamento del saldo. Deve essere effettuato entro il 30 giugno 2016,
dopo che la Commissione ha accettato la domanda di pagamento, la
certificazione delle spese, la relazione finale e una dichiarazione di
validità della domanda.
I pagamenti intermedi e del saldo sono calcolati, applicando il tasso di
cofinanziamento dei singoli assi prioritari alla spesa pubblica. In caso
di inadempienza riguardo a problemi importanti enunciati nella proposta,
si può avviare una procedura di interruzione, trattenuta o sospensione
dei pagamenti. Il cumulo totale del pagamento del prefinanziamento e dei
pagamenti intermedi si eleva ad un massimo di 95% della partecipazione
dei Fondi al programma operativo.
La Commissione provvede al disimpegno automatico di una parte degli
stanziamenti di bilancio se essa non è stata interamente utilizzata o
se, al termine del secondo anno successivo a quello dell'impegno
finanziario (regola "n+2"), non sono state trasmesse le domande di
pagamento.
Partecipazione
La partecipazione dei Fondi è modulata in funzione dei seguenti criteri:
la gravità dei problemi specifici;
l'importanza di ciascuna priorità ai fini del conseguimento delle
priorità comunitarie;
la tutela e il miglioramento dell'ambiente;
il tasso di mobilitazione del finanziamento privato.
La partecipazione dei Fondi per ciascuna priorità non può essere
inferiore al 20% della spesa pubblica. Le misure di assistenza tecnica
possono essere finanziate a un tasso del 100%. Ciascuna priorità e
ciascuna operazione può ricevere il sostegno soltanto da un Fondo alla
volta e rispettivamente nell'ambito di un programma alla volta. Per gli
aiuti alle imprese, gli importi delle sovvenzioni pubbliche devono
rispettare il massimale stabilito in materia di aiuti di Stato. Da
ultimo, una spesa cofinanziata dai Fondi non può ricevere aiuti da un
altro strumento comunitario.
Ammissibilità
È considerata ammissibile alla partecipazione dei Fondi ogni spesa
effettivamente sostenuta dal beneficiario per la realizzazione di
un'operazione tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2015. Le
operazioni cofinanziate non devono essere state ultimate prima della
data di inizio dell'ammissibilità. Le norme sono fissate a livello
nazionale, fatte salve le eccezioni previste dai regolamenti specifici
per ciascun Fondo.
Gestione, sorveglianza e controlli
La gestione, la sorveglianza e il controllo dei programmi sono
assicurati da:
un'autorità di gestione, responsabile di gestire ed attuare il programma
operativo in maniera efficiente, efficace e corretta. Essa trasmette
annualmente alla Commissione, entro il 30 giugno, una relazione annuale
e, entro il 30 giugno 2016, una relazione finale di esecuzione;
un'autorità di certificazione, incaricata di elaborare e trasmettere
alla Commissione le dichiarazioni certificate delle spese e le domande
di pagamento. Essa deve inoltre certificare l'esattezza e la conformità
delle spese alle norme nazionali e comunitarie. Essa tiene la
contabilità e garantisce il recupero dei finanziamenti comunitari in
caso di irregolarità;
un'autorità di audit. Si tratta di un organismo operativamente
indipendente, designato dallo Stato membro per ciascun programma
operativo. Essa garantisce che gli audit vengano svolti sulla base di un
campione adeguato, redige le relazioni annuali di controllo e formula un
parere sull'esecuzione degli audit;
un organismo designato dallo Stato membro, abilitato a ricevere i
pagamenti;
uno o più organismi responsabili dell'esecuzione dei pagamenti ai
beneficiari;
un comitato di sorveglianza, istituito dallo Stato membro per ciascun
programma operativo. Esso è presieduto da un rappresentante dello Stato
membro o dell'autorità di gestione e la sua composizione viene decisa
dallo Stato membro e include i partner economici e sociali e regionali.
Esso assicura la sorveglianza dei programmi operativi, volta a garantire
l'efficacia e la qualità dell'attuazione del programma operativo.
Efficacia
I documenti strategici e le attività legate ai Fondi sono oggetto di una
valutazione volta a migliorare la qualità, l'efficacia e la coerenza
dell'intervento dei Fondi. Le attività di valutazione sono organizzate,
secondo il caso, sotto la responsabilità dello Stato membro o della
Commissione, rispettivamente in funzione dell'entità del loro contributo
e conformemente al principio di proporzionalità. Le valutazioni vengono
effettuate da valutatori indipendenti e i risultati sono pubblici.
Due tipi di riserve garantiscono inoltre l'efficacia degli stanziamenti.
La riserva comunitaria di qualità e di efficacia premia i progressi
compiuti dagli Stati membri per la crescita del tasso di occupazione, la
crescita del PIL o attività in materia di innovazione. La riserva
nazionale per crisi impreviste costituisce l'1% della dotazione
destinata all'obiettivo"Convergenza" e il 3% della dotazione destinata
all'obiettivo "Competitività regionale e occupazione". Essa deve far
fronte alle crisi settoriali o locali risultanti dalla ristrutturazione
socioeconomica o dagli effetti di accordi commerciali.
Comitati
La Commissione è assistita da due comitati. Uno per il FESR, il Fondo di
coesione e il coordinamento dei Fondi, ed un altro per assisterlo
nell'ambito del coordinamento del FSE.
Informazioni
Gli Stati membri provvedono a pubblicizzare le operazioni e a fornire ai
cittadini e ai beneficiari informazioni intese a valorizzare il ruolo
dell'Unione e a garantire la trasparenza dell'intervento dei Fondi.
Spetta agli Stati membri garantire la sana gestione finanziaria dei
programmi operativi e il corretto funzionamento dei sistemi di
controllo. La Commissione, dal canto suo, accerta che gli Stati membri
assumino le loro responsabilità e può svolgere audit in loco. Essa
coopera con le autorità nazionali competenti in materia di audit e
organizza regolari incontri con le medesime.
DISPOSIZIONI FINALI
La proposta non incide sugli interventi adottati prima del 31 dicembre
2006. Il regolamento è applicabile dal 1° gennaio 2007 e va riesaminato
entro il 31 dicembre 2013. Il regolamento (CE) n. 1260/1999 è abrogato
con effetto dal 1° gennaio 2007.
CONTESTO
Nella sua proposta sulle prospettive finanziarie 2007-2013 , la
Commissione intende rafforzare la politica di coesione economica,
sociale e territoriale. Nella terza relazione sulla coesione , essa
presenta già proposte sulla politica regionale dopo il 2006 .
L'allargamento costituisce una sfida senza precedenti per la
competitività e la coesione dell'Unione, tenuto conto del fatto che la
proporzione della popolazione con un PIL inferiore al 75% della media
comunitaria aumenta dal 19% (nell'EU a 15) al 27% (nell'UE a 25). Si
prevede inoltre la creazione di 4 milioni di posti di lavoro nei nuovi
Stati membri, al fine di allineare il loro livello di attività sulla
media comunitaria.
Il progetto sugli orientamenti strategici comunitari a favore della
coesione, la crescita e l'occupazione è stato adottato dalla Commissione
il 5 luglio 2005. Questi orientamenti strategici costituiscono un
elemento politico importante per l'attuazione della politica di coesione
nel nuovo periodo di programmazione 2007-2013. Una consultazione
pubblica contribuirà a dare loro la forma definitiva.
RIFERIMENTI E PROCEDURA
Proposta
COM(2004) 492
Procedura- Parere conforme
AVC/2004/0163
Fonte UE:
http://europa.eu/scadplus/scad_it.htm







