Il fondo europeo di sviluppo regionale
"FESR 2007-2013"
Il Fondo europeo di sviluppo regionale finanzierà
interventi nel quadro dei tre nuovi obiettivi della politica di coesione
riformata: «Convergenza», «Competitività regionale e occupazione» e
«Cooperazione territoriale europea». Al centro del suo operato vi
saranno le priorità dell'Unione, in particolare quelle definite dalle
strategie di Lisbona (crescita, competitività e occupazione) e di
Göteborg (sviluppo sostenibile).
SINTESI
Nel luglio 2004 la Commissione ha presentato un pacchetto di cinque
proposte riguardanti la riforma della politica regionale. Un primo
regolamento fissa le regole generali, i criteri di ammissibilità, le
risorse finanziarie disponibili e i criteri di ripartizione per il Fondo
europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e
il Fondo di coesione. Gli altri regolamenti prevedono disposizioni
specifiche per il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione , il
nuovo Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT) e il Fondo
europeo di sviluppo regionale (FESR). La proposta relativa al FESR
comprende anche disposizioni specifiche riguardanti le zone urbane e
rurali, le zone dipendenti dalla pesca, le regioni ultraperiferiche e le
zone naturalmente svantaggiate.
Missione
La missione del FESR è contribuire
finanziariamente al potenziamento della coesione economica, sociale e
territoriale riducendo le disparità regionali e sostenendo lo sviluppo e
l'adeguamento strutturale delle economie regionali, compresa la
riconversione delle regioni industriali in declino.
L'azione del Fondo si concentrerà su alcune priorità tematiche, in
particolare la competitività, l'innovazione, la creazione di posti di
lavoro sostenibili e una crescita rispettosa dell'ambiente. Questo Fondo
contribuisce a finanziare gli investimenti produttivi, le
infrastrutture, l'assistenza tecnica ed altre iniziative di sviluppo
quali i servizi alle imprese e i fondi di garanzia.
Cofinanzierà gli interventi dei tre nuovi obiettivi della politica
regionale: «Convergenza», «Competitività regionale e occupazione» e
«Cooperazione territoriale europea».
Convergenza
Nel quadro di questo obiettivo, il FESR concentra gli aiuti sul sostegno
allo sviluppo economico sostenibile. I programmi saranno incentrati
sulla modernizzazione e la diversificazione delle strutture economiche
regionali, con interventi nei settori seguenti:
-
ricerca e sviluppo tecnologico (RST), innovazione e imprenditorialità;
-
società dell'informazione;
-
ambiente;
-
prevenzione dei rischi;
-
turismo;
-
investimenti nei trasporti;
-
energia;
-
investimenti a favore dell'istruzione;
-
investimenti a favore della sanità;
-
aiuti diretti agli investimenti nelle piccole e medie imprese (PMI).
Competitività regionale e occupazione
Per quanto riguarda questo obiettivo, le priorità rientrano nei tre
ambiti seguenti:
-
innovazione ed economia della conoscenza, con il potenziamento della RST, l'innovazione, l'imprenditorialità e la creazione di nuovi strumenti finanziari per imprese che fanno un uso intensivo della conoscenza;
-
ambiente e prevenzione dei rischi, con la bonifica dei terreni contaminati, lo stimolo dell'efficienza energetica, la promozione dei trasporti pubblici urbani puliti e l'elaborazione di piani per prevenire e gestire i rischi naturali e tecnologici;
-
accesso ai servizi di trasporto e di telecomunicazione d'interesse economico generale, con il potenziamento delle reti secondarie e l'incoraggiamento dell'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) da parte delle PMI.
Cooperazione territoriale europea
Infine, per quanto riguarda questo obiettivo, il FESR concentra gli
aiuti in tre ambiti:
-
sviluppo di attività economiche e sociali transfrontaliere mediante strategie congiunte. Si tratta principalmente di incoraggiare l'imprenditorialità, la protezione congiunta dell'ambiente e la collaborazione nonché di ridurre l'isolamento. Il Fondo può inoltre contribuire alla promozione dell'integrazione transfrontaliera del mercato del lavoro, alle iniziative locali per l'occupazione, alle pari opportunità, alla formazione e all'inclusione sociale nonché alla condivisione delle risorse umane e degli impianti per la RST;
-
istituzione e sviluppo della cooperazione transnazionale, compresa la cooperazione bilaterale fra le regioni marittime. Le priorità riguardano la gestione delle acque, il miglioramento dell'accessibilità, la prevenzione dei rischi e la creazione di reti scientifiche e tecnologiche;
-
aumento dell'efficacia della politica regionale. Si tratta di promuovere la creazione di reti e lo scambio di esperienze tra le autorità regionali e locali.
Per questo obiettivo, la proposta presenta
disposizioni specifiche riguardanti l'ammissibilità, la gestione, la
sorveglianza e il controllo, la responsabilità del capofila, il
programma operativo, le operazioni nonché le condizioni particolari
legate al luogo delle operazioni.
Per quanto concerne l'ammissibilità, il documento propone che, su
richiesta degli Stati membri, la Commissione possa proporre regole per
alcune categorie di spesa in sostituzione delle regole nazionali.
Per quanto riguarda la gestione, la sorveglianza e il controllo, spetta
agli Stati membri designare un'autorità di gestione, un'autorità di
certificazione e un'autorità di controllo.
Come stabiliscono le disposizioni generali, gli Stati membri possono
ricorrere allo strumento giuridico di cooperazione, il Gruppo europeo di
cooperazione transfrontaliera, per delegargli i compiti dell'autorità di
gestione e della Segreteria tecnica congiunta.
Per essere selezionata, un'operazione deve comprendere beneficiari di
almeno due paesi, che devono agire in modo congiunto almeno in due dei
quattro settori seguenti: sviluppo, attuazione, risorse umane e
finanziamento. In caso di cooperazione transnazionale, può essere
attuato un programma in un unico Stato membro se però è stato presentato
da almeno due Stati. Le reti di cooperazione e di scambio di esperienze
devono comprendere almeno tre beneficiari di almeno tre regioni di
almeno due Stati membri, che devono agire in modo congiunto nei quattro
settori citati.
Per ogni operazione viene designato un capofila, le cui responsabilità
sono principalmente:
-
redigere una convenzione che stabilisca le modalità delle sue relazioni con i beneficiari che partecipano all'operazione;
-
attuare l'intera operazione.
Il programma operativo deve contenere in particolare le informazioni seguenti:
-
un'analisi con i punti di forza e le debolezze della cooperazione;
-
una giustificazione delle priorità selezionate;
-
informazioni sulle priorità e gli obiettivi specifici;
-
la ripartizione dei settori d'intervento per categoria;
-
un piano di finanziamento;
-
le disposizioni di attuazione;
-
l'elenco indicativo dei grandi progetti.
In materia di finanziamento, esistono particolarità legate all'ubicazione. Il cofinanziamento può raggiungere:
-
il 20% a titolo della cooperazione transfrontaliera nelle zone NUTS III adiacenti alle zone di frontiera dell'Unione;
-
il 20% a titolo della cooperazione transnazionale per operazioni che includono partner esterni alla zona interessata;
-
il 10% a titolo della cooperazione transfrontaliera e transnazionale per spese sostenute per l'attuazione delle operazioni sul territorio di paesi terzi, a condizione che ne beneficino le regioni della Comunità.
Specificità territoriali
Il FESR presta particolare attenzione alle specificità territoriali.
Sarà potenziata la dimensione urbana con l'integrazione degli interventi
in questo settore nei programmi operativi, basandosi sull'esperienza
dell'iniziativa URBAN . L'operato del FESR cercherà di porre rimedio ai
problemi economici, ambientali e sociali delle città. Alcuni esempi di
interventi saranno la riconversione dei siti industriali all'abbandono,
la preservazione del patrimonio storico, la fornitura di servizi, ecc.
Per quanto riguarda le zone rurali e le zone dipendenti dalla pesca,
l'intervento del FESR deve concentrarsi sulla diversificazione
economica, in particolare:
-
le infrastrutture per migliorare l'accessibilità;
-
le reti e i servizi di telecomunicazione nelle zone rurali;
-
lo sviluppo di nuove attività economiche;
-
il potenziamento dei legami tra le zone urbane e rurali;
-
lo sviluppo del turismo e del riassetto dell'ambiente rurale.
Occorrerà garantire la complementarità e la
coerenza con gli interventi dei nuovi fondi: il Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale (FEASER) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
Nelle zone naturalmente svantaggiate, il FESR contribuisce al
finanziamento di investimenti a favore dell'accessibilità, delle
attività economiche legate al patrimonio culturale, dell'uso sostenibile
delle risorse e dello stimolo del settore turistico.
Infine, il FESR contribuisce a finanziare i costi eccessivi delle
regioni ultraperiferiche nonché:
-
al sostegno ai trasporti delle merci e all'avvio dei servizi di trasporto;
-
al sostegno legato alle difficoltà di stoccaggio, alla manutenzione degli strumenti di produzione e all'insufficienza di capitale umano nel mercato del lavoro locale.
Disposizioni finali
Il regolamento non incide sugli interventi approvati prima della sua
entrata in vigore e restano pertanto valide le domande presentate nel
quadro del
regolamento (CE) n. 1783/99 il quale dovrebbe però essere
abrogato. Il nuovo regolamento si applicherà dal 1° gennaio 2007 e dovrà
essere riesaminato entro il 31 dicembre 2013.
RIFERIMENTI E PROCEDURA
Proposta
COM(2004)495
Procedura
- Codecisione
COD/2004/0167
ATTI CONNESSI
Parere del Comitato economico e sociale europeo del 6 aprile 2005 sulla
"Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo
al Fondo europeo di sviluppo regionale" CESE/2005/391/ (FR)
Parere del Comitato delle regioni del 13 aprile 2005 sulla "Proposta di
regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo
europeo di sviluppo regionale (FESR)" CDR/2005/233
Fonte UE:
http://europa.eu/scadplus/scad_it.htm







