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Inserita: Venerdì, 26 Ottobre 2012 - Alle ore 12:57
INTERVENTO DEL SINDACO ENIO PAVONE



Agli Organi di informazione

"Nell'esercizio del mio diritto di replica dichiaro che quanto affermato dalla coordinatrice del partito Sinistra Ecologia e Libertà di Roseto Dalia Collevecchio, e amplificato da numerosi media locali, è falso. Nessuna delle parole che ho usato nel colloquio avuto con la dottoressa Collevecchio, ricevuta nei locali del Comune, dunque in una Pubblica Istituzione e alla presenza di numerosi testimoni, è stata in alcun modo offensiva, ingiuriosa o lesiva della persona di Dalia Collevecchio né in quanto cittadina, né in quanto esponente politica, né tantomeno in quanto donna. Ci tengo a ricordare che alcune fra le più importanti cariche della attuale amministrazione comunale sono state affidate a donne ed è questo credo, il principale argomento contro le accuse di maschilismo che mi sono state rivolte.
Al contrario, quanto è stato detto su di me nei blog, nei giornali locali e in tutti i luoghi pubblici nei quali le accuse della dott.ssa Collevecchio sono state unilateralmente riprese e urlate al solo scopo di infangare il Sindaco di una città, lo ritengo molto grave e lesivo della carica che mi trovo a ricoprire per volontà dei cittadini di Roseto.
Non mi stupisce che le accuse di Dalia Collevecchio siano state cavalcate dalle forze politiche di opposizione, che evidentemente non hanno molti altri argomenti su cui fondare la dialettica politica, ma che addirittura si sia proceduto ad emettere una diagnosi psicologica a mio carico da un'omonima dottoressa Collevecchio senza che questa abbia mai scambiato una parola con me, e che il giornalista Federico Centola la rilanci sul quotidiano il Centro, lo trovo oltre che contrario alla deontologia professionale sia della psicologa che del giornalista in questione, un atto degno delle più basse gogne mediatiche.
Ritengo mio dovere civico l'ascolto, tanto dei comuni cittadini, quanto di quelli che, come nel caso di Dalia Collevecchio, si presentano come avversari politici. In risposta ho poi invitato la dottoressa Collevecchio a considerare le opinioni della maggioranza e non solamente quelle del suo partito, come è previsto dal sistema democratico che mi vincola all'obbligo di rispetto verso i cittadini rosetani.
Il mio ruolo di Sindaco di tutti i cittadini rosetani, e non solo di quelli che mi sostengono, impone, come amo ricordare, una politica del fare e non del litigare. Ragione per cui non risponderò oltre a provocazioni vuote di contenuto politico e pretestuose.
L'opera di denigrazione e le pesanti accuse rivolte alla mia persona dalla cittadina Dalia Collevecchio e da quanti le hanno rilanciate, saranno prese in esame nelle sedi opportunamente previste dalla legge".

Cordialmente
Il Sindaco di Roseto degli Abruzzi
Enio Pavone



Intervento del Sindaco Enio Pavone di Lunedì 29 ottobre 2012

Agli organi di Stampa


Nell'esprimere soddisfazione per la pubblicazione della mia replica su alcuni quotidiani, tengo però a sottolineare che questa avrebbe dovuto essere pubblicata, dal quotidiano il Centro in particolar modo, in tutte le sue parti, come previsto dall'art.8 della Legge sulla Stampa n.47 dell'8 febbraio 1948, così come modificato dall'art. 42 della Legge sull'editoria n.416 del 5 agosto 1981.
Con particolare riferimento al passaggio del mio comunicato in cui contestavo la professionalità e la deontologia della diagnosi della psicologa Barbara Collevecchio, riportato dalla stampa, ho notato che il richiamo alla deontologia professionale del giornalista Federico Centola è stato invece eliminato. Questo, a mio avviso, rappresenta un atto di forte parzialità nel veicolare un'informazione.
Non è mia intenzione interferire nell'esercizio del diritto di cronaca da parte dei giornalisti, ma la campagna di denigrazione in atto mi obbliga a rispondere in difesa mia e dell'Istituzione che rappresento.
Auspicando in futuro maggiore attenzione da parte dell'informazione ed una più oggettiva analisi dei fatti,

Rinnovo i miei più cordiali saluti.


Il Sindaco di Roseto Degli Abruzzi
Enio Pavone
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